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Collegiata
Musei e monumenti
 
Chiesa Collegiata dedicata ai Santi Apostoli Giovanni e Andrea

 
 
Tomba di Luciano Bonaparte 
 
Monumento funebre a Cristina Boyer
CHIESA COLLEGIATA SANTI APOSTOLI GIOVANNI E ANDREA
 In piazza Costantino De Andreis svetta la facciata settecentesca della Chiesa Collegiata dedicata ai SS. Andrea e Giovanni Battista, risalente alla fine del XVIII secolo.
L’edificio attuale fu costruito tra il 1783 e il 1793 in sostituzione di una chiesa più antica dallo stesso titolo, databile forse al sec. XIV nel periodo, cioè, in cui il paese cominciò ad espandersi lungo la Via di Mezzo.
Tale chiesa, situata, a quanto sembra, in altra posizione, ma nella stessa zona della Collegiata attuale, nel sec. XVIII risultava essere in pessimo stato, aggravato anche dal modo antigienico con cui venivano seppelliti nel vicino cimitero i defunti. Nonostante gli interventi del duca Odoardo Farnese e del Vescovo non vennero mai presi provvedimenti al riguardo e la chiesa fu abbandonata nel 1786 e quindi demolita.

L’edificio, in stile neoclassico, ha un impianto basilicale a tre navate alle quali si accede attraverso un vestibolo tripartito nel quale si aprono i tre portali di ingresso.
La navata centrale, delimitata da grandi pilastri, è coperta da una volta a botte decorata a cassettoni.
I pilastri, collegati tra loro da arcate, sono arricchiti da paraste con capitello ionico, sormontate da trabeazioni rettilinee che sorreggono i muri laterali delle navate, in questi si aprono grandi finestroni semicircolari in vetri policromi.
La due navate laterali, notevolmente inferiori in altezza a quella centrale, sono suddivise in tre campate coperte da volte a vela.
Le navate minori contengono piccole cappelle laterali ricavate sotto le arcate che costituiscono la muratura perimetrale.
Interrompe il corpo longitudinale dell’edificio il transetto, di questo i due bracci sono coperti con volta a botte ed anch’essi sono decorati a cassettoni; la parte centrale, che contiene l’altare maggiore, è coperto, invece, da una cupola su pennacchi sferici.
Termina la navata centrale il presbiterio, con un’abside semicircolare e copertura a semicupola.
All’estremità della navata laterale di destra si trova la cappella Bonaparte, di forma rettangolare con copertura a volta a botte, mentre la sacrestia chiude la “navata di sinistra”.


La facciata neoclassica, tripartita, è articolata su due ordini: il primo, modulato da doppie paraste doriche, contiene i tre portali in pietra d’ingresso; il secondo ordine, ionico, delimita la campata centrale chiusa in alto da una trabeazione a timpano.
Quattro grandi candelabri-fiaccole in pietra terminano le volute laterali del secondo ordine, e due minori ornano il timpano concludendo in altezza la facciata.

All'interno della Chiesa Collegiata sono conservate numerose opere tra cui una tavola di scuola umbra del XIV secolo che raffigura un Presepe, una Vergine con Santi del XV secolo attribuito al pittore fiorentino Mariotto Albertinelli e donato a Canino dal Principe Luciano Bonaparte, il Fonte Battesimale in marmo istoriato risalente al 1474, un San Francesco di Paola ad olio del XVII secolo ed una tela del Wicar raffigurante il ritratto di Pio VII.
Da ammirare, inoltre, il bellissimo “coro in noce” al di sopra del quale è situata una “Natività” della scuola del Perugino e una “Madonna e Santi” del Monaldi.
A destra dell’altare, chiusa da un’inferriata, è situata la Cappella Bonaparte, fatta costruire nel 1854 da Alexandrine de Bleschamps, seconda moglie di Luciano. La Cappella ospita i resti di Luciano Bonaparte, della sua prima moglie Cristina Boyer e del figlioletto Giuseppe Luciano. In stile neoclassico, la Cappella conserva all’interno una Regina Pacis, altorilievo in marmo del XVI secolo, e due tondi ad olio di scuola fiamminga sulle vetrate dell’ingresso principale. Sempre all’interno della Cappella sono presenti pregiate opere marmoree attribuite al Pampaloni e al Labourer: si tratta di un busto raffigurante Carlo Bonaparte (padre del principe) posto sopra un elegante sarcofago, due monumenti funebri dedicati rispettivamente a Luciano e alla sua prima moglie ed, infine, un pregiatissimo “Angelo” che indica il Paradiso al figlioletto di Luciano morente, attribuito al Canova o alla sua scuola.

IL CAMPANILE
Il Campanile della Collegiata, eretto dopo il 1818 nel luogo dove sorgeva la chiesa di S. Carlo, crollò nel 1886 e fu ricostruito l’anno successivo.
Alto m. 30 circa, su pianta quadrata a quattro livelli è composto da un basamento in conci di travertino trattato a bugnato dove è contenuta la piccola porta d’ingresso; il 1° livello, in muratura di tufo a faccia vista con costoloni angolari in conci di travertino ha una sola apertura circolare; il 2° livello, sottolineato da un marcapiano in intonaco a stucco e balaustra in travertino, è articolato da quattro bucature rettangolari con lato superiore ad arco a tutto sesto; al 3° livello la pianta quadrata è ingentilita da smussature degli angoli che prendono il posto dei costoloni; questo livello, anch’esso in tufo, è articolato da un ordine di paraste con base e capitello in travertino che contengono le bucature.
Sempre in travertino sono il marcadavanzale e l’archivolto delle bucature, la linea di imposta degli archi e la trabeazione.
 

 

 

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